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Grande successo per gli Amici dell’Arte di Lucera con 'Tutta colpa du’ sciampagne'

Grande successo per gli Amici dell’Arte di Lucera con 'Tutta colpa du’ sciampagne'

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Lucera: Si è aperta venerdì 4 dicembre la 47.ma stagione teatrale del Gruppo “Amici dell’Arte” di Lucera con una delle commedie più divertenti scritte da Germano Benincaso: “Tutta colpa du’ sciampagne”, al Teatro dell’Opera.

Lucera: Si è aperta venerdì 4 dicembre la 47.ma stagione teatrale del Gruppo “Amici dell’Arte” di Lucera con una delle commedie più divertenti scritte da Germano Benincaso: “Tutta colpa du’ sciampagne”, rappresentata sul palcoscenico del Teatro dell’Opera.
Lo spettacolo, che ha fatto registrare nelle 5 repliche la presenza di circa 1.500 spettatori, ha riscosso un grandioso successo come, del resto, tutti i lavori che la compagnia lucerina ha rappresentato nei sui ormai quasi cinquant’anni di attività.
Va evidenziato che in questa circostanza la bravura degli attori è stata supportata da un testo davvero brillante, ricco di intrecci e di esilaranti battute che hanno suscitato risate ed applausi da parte del pubblico.
Il lavoro di Germano Benincaso, rappresentato più volte oltre che dagli Amici dell’Arte da numerose compagnie nei dialetti delle varie regioni italiane, ha per protagonista Tobia Cornicione (Mast Tubbije) il quale, trovandosi a Montecatini Terme per una cura epatica, ha modo di incontrare una avvenente sciantosa (Sasà Lebonne) con la quale trascorre una notte di bagordi bevendo shampagne. Stordito dalla abbondante libagione, Tobia promette alla soubrette di ospitarla in casa propria e di organizzare per lei una rappresentazione dello spettacolo “La bella di mammà” in un teatro della propria città.

La situazione si complica quando la sciantosa annuncia che sta per arrivare a Lucera per poter mettere in scena la rappresentazione, come le era stato promesso. A questo punto Tobia chiede aiuto al proprio garzone (Luccetille) perché lo assecondi nel tentativo di tenere nascosta alla irascibile consorte (‘Ncurnatella) la presenza di Sasà, ma il garzone si rende protagonista di una serie di gustose ed esilaranti situazioni nelle quali sono coinvolti personaggi davvero singolari: un arciprete e la nipote bigotta, una coppia di consuoceri sui generis, una mediatrice, due giovani sposini, ecc.
Tutti gli attori hanno sostenuto il proprio ruolo con grande professionalità recitando con i tempi giusti e muovendosi sulla scena con naturalezza e padronanza. Al calar del sipario applausi scroscianti per tutti. In particolare per Arturo Monaco che ha indossato ancora una volta i panni di Luccetille, per l’intramontabile Lina Carratù (nel ruolo di ‘Ncurnatella), per l’eclettico Michele Ieluzzi (simpatico musicista gay), per Domenico Tutolo (nelle vesti di Don Liborio), ma anche per tutti gli altri protagonisti non sono mancati i consensi: per Lello Spagnuolo (nei panni di Mast Tubbije), per Annarita Di Giovine Ardito (trasformata da bella signora, in una “Titinella” orripilante), per Marcella Cogato (avvenente sciantosa), per i due “sposini” Simona Ianigro e Pasquale Monaco, così come per Maria Strazioso e Luigi Granieri, per Ida Salvatore, Antonio Cuppone e Luigi Follieri, insieme ai due “chierichetti” Pasquale Ieluzzi e Daniele Granieri.
Il merito del successo di questa commedia va equamente diviso tra gli interpreti tutti e l’autore del testo che ha curato anche la regia riuscendo a stupire il pubblico con un colpo finale a sorpresa di grandissimo effetto: una processione con tanto di croce, acqua santa e candele che, attraversando la sala, è salita sul palcoscenico per dar vita ad un finale scoppiettante.

Una nota a parte merita anche questa volta Giuseppe Grasso che ha realizzato una scenografia davvero bella e funzionale alla vicenda che veniva rappresentata.
A rendere completo e godibile lo spettacolo, impreziosito dalle musiche scritte da Pasquale Ieluzzi, hanno contribuito il presentatore Dino Russo, i tecnici Paolo Monaco e Gianni Maglia, l’aiuto regista Maurizio Pompei e la sarta Anna Dotoli.
Dopo il successo che la commedia ha riscosso a Lucera, gli “Amici dell’Arte” si preparano ad affrontare il pubblico di Lanciano dove saranno impegnati il 10 gennaio con questo stesso lavoro nell’ambito del XIII Festival Nazionale del Teatro Dialettale in programma al Teatro Fenaroli, una manifestazione nella quale il gruppo lucerino ha ottenuto, negli anni passati, numerosi premi e riconoscimenti.




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